La BTHS è una malattia ereditaria, causata da mutazioni nel gene TAZ . Il gene è localizzato sul cromosoma X, nella regione Xq28.  Le femmine posseggono due cromosomi X: le donne non si ammalano ma possono trasmettere il cromosoma X con la copia mutata ai figli. I maschi hanno solo un cromosoma X  e quindi se ereditano dalla madre il cromosoma X con la mutazione presenteranno la malattia. 

 

La presentazione clinica della BTHS è estremamente variabile nei maschi affetti anche se molti pazienti presentano somiglianze fisiche con guance paffute, occhi infossati ed orecchie prominenti. Tratto comune è la debolezza muscolare con aspetto di tipo astenico.

  • La maggior parte degli affetti in genere sviluppa cardiomiopatia dilatativa entro i primi anni di vita con associata fibroelastosi endocardica e/o quadro caratteristico di “non-compaction” del ventricolo sinistro.  In alcuni casi si assiste a scompenso cardiaco in utero con idrope fetale e aborto durante il 2-3° trimestre di gravidanza.
    Elevato è il rischio di aritmie ventricolari soprattutto durante l’adolescenza che può condurre a morte improvvisa. Esiste anche il rischio di eventi ischemici a tipo stroke. E’ stato stimato che il 3-5% dei giovani adulti con cardiomiopatia dilatativa possano essere affetti da S. Barth: tale percentuale è destinata a salire nei primi anni di vita.
  • Il quadro di interessamento muscolare (soprattutto dei muscoli prossimali) porta ad ipotonia, ritardo delle tappe motorie, letargia anche severa, astenia, facile stancabilità ed intolleranza all’esercizio.  Alcuni pazienti presentano ritardo di crescita e puberale, difficoltà nell’alimentazione, diarrea.
  • La tendenza alla riduzione dello zucchero nel sangue (ipoglicemia) è soprattutto in epoca neonatale o nei primi anni di vita.
  • Il 90% degli affetti presenta neutropenia da moderata a severa con quadri intermittenti o persistenti ed aumentato rischio di infezioni sino alla sepsi batterica; si assiste spesso all’associazione con aftosi orale o lesioni gengivali dolorose. E’ necessario l’esame emocromocitometrico con formula leucocitaria perché l’identificazione di un valore basso nella conta dei neutrofili rappresenta un’indicazione importante per il medico per rafforzare il sospetto diagnostico. L’accertamento della neutropenia può necessitare più prelievi seriali e comunque non deve essere eseguita quando un paziente è nella fase acuta di un'infezione batterica o dopo il primo o il secondo giorno, in quanto durante queste fasi la conta dei neutrofili potrebbe risultare normale. In molti pazienti BTHS è riferito che la neutropenia è presente in accoppiamento ad un aumento della conta dei monociti. Possono inoltre essere riscontrati acidosi lattica e modesta anemia.
  • Nei pazienti BTHS è frequente ritrovare un aumento dei livelli di acido 3-metilglutaconico nelle urine o nel sangue. Questa caratteristica biochimica, è presente in altri disordini metabolici e pertanto non è specifica di BTHS, ma è molto comune nei pazienti BTHS. Pertanto l’identificazione di una 3-metilglutaconico aciduria costituisce un parametro importante per indirizzare la diagnosi. E’ da sottolineare che sono state descritte sporadiche eccezioni in cui alcuni pazienti BTHS non esibivano 3-metilglutaconico aciduria, In Italia lo studio quantitativo degli acidi organici urinari per BTHS (sia su singole minzioni seriali come sulle urine delle 24 ore) viene eseguito nel laboratorio di Diagnostica delle Malattie del Sistema Nervoso e del Metabolismo dell’AOU Meyer di Firenze e in altri centri specialistici distribuiti sul territorio italiano che eseguono il dosaggio biochimico degli acidi organici urinari (http://www.orpha.net)
  • Il quadro clinico può presentare fluttuazioni sia giornaliere che in alcuni momenti della vita. 
  • L’ausilio di farmaci, vitamine, supporti nutrizionali può influire positivamente ad aiutare a recuperare uno stato di salute.

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  1. Academic Medical Center , University of Amsterdam,
    Amsterdam, NL
    Dr.W.Kulik
    Lab. Genetic Metabolic Diseases, F0-224
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    tel. +31 (0) 20 566 2427
  2. In Italia  il centro di riferimento  è:
    Laboratorio di Diagnostica delle Malattie del Sistema Nervoso e del Metabolismo   dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Meyer  (http://www.orpha.net).